Gli investitori dovrebbero essere preoccupati per il mercato azionario?

Pubblicato il 07/02/2025 - Capital International Management Company SARL

VOLATILITÀ DI MERCATO

Il nervosismo del mercato azionario, innescato dai dazi e dalle recenti scoperte nel campo dell’intelligenza artificiale (IA) da parte di un’azienda tecnologica cinese, ci ricorda che anche i mercati rialzisti più forti possono inciampare, soprattutto quando le valutazioni sono elevate in seguito ad aspettative ottimistiche in merito agli utili.

La domanda da porsi è la seguente: l’improvviso aumento della volatilità dovrebbe indurre cautela tra gli investitori oppure l’ingente rally del mercato può continuare?

Per Martin Romo, Chief Investment Officer di Capital Group, la risposta è un duplice sì.

“Penso all’economia e ai mercati di oggi come a uno studio di contrasti”, afferma Romo. Mentre le aspettative per l’economia statunitense rimangono ottimistiche, altre economie sono in difficoltà. L’impatto dei dazi dell’amministrazione Trump e di altre politiche aggiunge incertezza al quadro, così come le tensioni geopolitiche. I rendimenti del mercato azionario sono risultati solidi e la volatilità bassa, ma le aspettative sono elevate.

“Quindi in questo contesto sono sia ottimista che cauto“, aggiunge Romo. “Cerco più che altro di bilanciare opportunità e rischio e di fare attenzione alle valutazioni.”

Di seguito vengono presentate quattro considerazioni per gli investitori che cercano di bilanciare una view ottimistica sui mercati azionari con una certa cautela.

1. L’aria è rarefatta

Dalla fine del 2022 le azioni hanno registrato un’ingente crescita. Mentre gli investitori si preparavano a una recessione, l’indice S&P 500 ha evidenziato un’impennata, salendo del 26,2% nel 2023 e del 25,0% nel 2024. È la prima volta dal 1998-1999, ovvero dalla fine della bolla delle dot-com, che l’S&P 500 registra anni consecutivi di rendimenti superiori al 20%.

Ma qualsiasi confronto con la bolla tecnologica del 1999 deve essere considerato nel contesto: i colossi tecnologici di oggi stanno generando una solida crescita degli utili. Ad esempio, gli utili di NVIDIA, produttore dei semiconduttori più avanzati necessari per alimentare l’intelligenza artificiale, sono più che raddoppiati rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 19,3 miliardi di dollari per il trimestre conclusosi il 31 ottobre.

Questo non significa che gli investitori debbano prepararsi a una grave recessione del mercato. Il contesto economico rimane generalmente positivo, sostenuto da una forte crescita dei salari, tassi di interesse stabili e un’amministrazione con un programma di crescita.

Uno sguardo ai rendimenti dell’indice S&P 500 dal 1928 mostra che il mercato è stato positivo il 73% delle volte, ovvero in media tre anni su quattro. Le azioni hanno generato rendimenti complessivi annuali negativi solo nel 27% degli anni.

I rendimenti del mercato sono stati estremamente positivi

La tabella mostra la distribuzione di tutti i rendimenti complessivi annuali per l’indice S&P 500 per gli anni solari dal 1928 al 2024. L’indice ha registrato rendimenti positivi nel 73% di tutti gli anni solari, con un rendimento mediano del 21,0% e rendimenti negativi nel 27% di tutti gli anni solari, con una perdita mediana del 9,5%. L’indice ha registrato rendimenti superiori al 20% nel 38% di tutti i periodi, tra lo 0% e il 20% nel 35% di tutti i periodi, tra il -20% e lo 0% nel 21% di tutti i periodi e inferiori al -20% nel 6% di tutti i periodi.I rendimenti passati non sono indicativi di rendimenti futuri
Fonti: Capital Group, Standard & Poor's. Al 31 dicembre 2024.

Naturalmente, le grandi aspettative nei confronti dei leader di mercato di oggi si sono tradotte in valutazioni elevate, sia per il mercato in generale che per molte società tecnologiche. Il rapporto prezzo/utili per l’S&P 500 aggregato era di 27,7 al 31 gennaio 2025. “La valutazione torna a essere importante“, afferma Romo. “Rimango ottimista, ma date le elevate aspettative su molti titoli, mi aspetto rendimenti più bassi in futuro.”

2. Il mercato può sempre riservare delle sorprese

Le valutazioni elevate, unitamente alla forte concentrazione dei guadagni di mercato in pochi colossi tecnologici statunitensi, potrebbero amplificare il rischio.

Il temporaneo sell-off del 27 gennaio è stato innescato dalla sorprendente notizia secondo cui la start-up tecnologica cinese DeepSeek avrebbe sviluppato un chatbot a costi decisamente ridotti rispetto ai principali strumenti di IA statunitensi. La notizia ha innescato dubbi sulla prudenza degli investimenti multimiliardari nelle infrastrutture di intelligenza artificiale. NVIDIA e il produttore di chip Broadcom hanno evidenziato i cali più consistenti, crollando del 17% ciascuno. Anche altri operatori nel cosiddetto stack AI, dalle aziende tecnologiche ai generatori di energia fino alle industrie, hanno registrato ingenti cali in un solo giorno.

“Sono cresciuto in un mondo in cui il mantra era che gli alberi non crescono fino al cielo”, afferma Will Robbins, gestore di portafogli azionari. “Pur credendo ancora in questo mantra, ritengo che oggi il paradigma sia diverso.“ Ad esempio, per quanto riguarda molti dei principali innovatori tecnologici, in vari ambiti vige l’economia del ‘chi vince prende tutto’. A mio parere alcune di queste società presentano un grande potenziale di crescita, mentre altre sono meno interessanti in base alla valutazione o alle preoccupazioni che nutro in merito ai loro vantaggi competitivi.”

I dazi dell’amministrazione Trump su una serie di beni, tra cui prodotti agricoli, ricambi per auto e smartphone, hanno poi innescato un altro sell-off a fronte dei timori in merito a un guerra commerciale. L’imposizione di dazi sui beni provenienti da Canada, Messico e Cina e la minaccia di misure simili da parte di questi Paesi in risposta hanno aggiunto incertezza. Ma i dazi previsti per Canada e Messico sono stati sospesi per 30 giorni a partire dal 4 febbraio.

Sebbene l’impatto a lungo termine dei dazi e l’innovazione di DeepSeek rimangano incerti, fungono da promemoria, ricordandoci che i mercati posso sempre riservare delle sorprese. Inoltre, i titoli con valutazioni elevate possono essere sensibili anche a notizie leggermente negative.

Ogni anno si sono verificati cali nel mercato

Il grafico a barre mostra i price return per anno solare e il maggiore calo infrannuale dell’indice S&P 500 dal 1976 al 2025. I price return per anno solare sono andati da un massimo del 34,1% nel 1995 a un minimo del -38,5% nel 2008. I cali più consistenti nell’arco di un anno sono stati compresi tra il -2,5% nel 1995 e il -48,8% nel 2008. Nell’anno solare 2024 il rendimento complessivo annuo è stato del 23,3% e il calo più consistente del -8,5%.

I rendimenti passati non sono indicativi di rendimenti futuri
Fonti: Capital Group, Standard & Poor's. Al 31 dicembre 2024.

3. Le flessioni sono eventi regolari

Sebbene i cali siano spesso sconvolgenti, la volatilità del mercato è stata relativamente contenuta. In un contesto di massimi record, il calo infrannuale più consistente dell’S&P 500 nel 2024 è stato di circa l’8%, e nel giro di pochi giorni il mercato ha effettuato un rimbalzo.

Ma uno sguardo all’andamento storico mostra che le flessioni del mercato sono eventi piuttosto regolari. Le correzioni, ovvero cali del 10% o più, si sono verificate circa una volta ogni 18 mesi e cali del 5% o più circa due volte all’anno.

“Gli investitori prudenti dovrebbero essere preparati alla possibilità di una correzione nel 2025“, afferma Romo.

I cali del mercato rappresentano caratteristiche normali e frequenti negli investimenti

La tabella identifica la frequenza media, la durata media in giorni e gli ultimi cali del 5%, 10%, 15% e 20% per l’indice S&P 500. I cali del 5% si sono verificati circa due volte all’anno, hanno avuto una durata media di 46 giorni e l’ultimo è avvenuto nel luglio 2024. I cali del 10% si sono verificati circa una volta ogni 18 mesi, hanno avuto una durata media di 135 giorni e l’ultimo è avvenuto nel luglio 2023. I cali del 15% si sono verificati circa una volta ogni tre anni, hanno avuto una durata media di 256 giorni e l’ultimo è avvenuto nell’agosto 2022. I cali del 20% si sono verificati circa una volta ogni sei anni, hanno avuto una durata media di 402 giorni e l’ultimo è avvenuto nel gennaio 2022.

Fonti: Capital Group, RIMES, Standard & Poor's. Al 31 dicembre 2024. La frequenza media presuppone un recupero del 50% del valore perso. La durata media va dal valore massimo a quello minimo.

4. È il momento di bilanciare

Dato l’attuale contesto, è meglio cercare un equilibrio tra crescita e conservazione del capitale. Ma come?

“Le scelte di investimento non possono essere esclusive al momento”, afferma Romo. “Non ci si può concentrare su un solo settore, una sola asset class o una sola area geografica. È essenziale perseguire opportunità sia nel segmento growth che in quello value, sia negli Stati Uniti che a livello globale, sia nelle large cap che nelle small cap.

“Per questo mi concentro sia sui titoli favoriti che su quelli trascurati. In altre parole, trovo opportunità di investimento nei leader tecnologici, così come in società finanziarie, industriali e persino energetiche.”

Robbins, che si definisce un investitore difensivo, afferma di valutare sempre le opportunità in base al rischio, prestando particolare attenzione alla valutazione e al panorama competitivo di una società.

“Anche se non sempre è favorevole, opto per la difesa”, afferma Robbins. “Quando si raggiungono nuovi massimi ogni giorno, questi diventano meno interessanti, ma so che potrebbero servire a un certo punto. Oggi ravviso varie opportunità di investire in società forti, come quelle che si occupano di generazione di energia e consulenza aziendale, senza le valutazioni strabilianti che presentano molti leader tecnologici.“

Potrebbe non accadere nel 2025, ma i mercati ribassisti vanno e vengono. “Quando si presenteranno”, aggiunge Robbins, “gli investitori riconosceranno il ruolo che un approccio più difensivo e incentrato sui dividendi può svolgere nei portafogli.”

In conclusione: I periodi di volatilità del mercato sono inevitabili, ma non permanenti. Quando i mercati sono in forte ascesa, possono essere sensibili anche a notizie leggermente deludenti. “Per gli investitori pazienti che bilanciano i portafogli e rimangono concentrati sul lungo termine, l’incertezza del mercato è più simile a un rumore di fondo”, afferma Romo.

Per maggiori informazioni consulta il sito di Capital Group.


Martin Romo è Presidente e Chief Investment Officer di Capital Group. È inoltre gestore di portafogli azionari con 32 anni di esperienza nel campo degli investimenti (al 31/12/2024). Ha conseguito un MBA a Stanford e una laurea presso la University of California, a Berkeley.

William Robbins è gestore di portafoglio azionario con 33 anni di esperienza nel campo degli investimenti (al 31/12/2024). Ha conseguito un MBA e una laurea ad Harvard.

Da Capital International Management Company SARL .